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CNFans Spreadsheet · Sartoria sotto casa

Capi dalla Cina, letti al banco del sarto

Banco del sarto: il capo arrivato, il difetto, il verdetto

Scegli che cosa ti è arrivato e che cosa non ti torna: il quadrante dice se di solito un sarto lo sistema, che lavoro fa e se il problema si poteva notare già nelle foto del magazzino. Nessuna misura, nessun prezzo da inserire.

Scegli capo e difetto, leggi il quadrante

Otto capi e otto difetti fanno sessantaquattro incroci. Il banco parte da jeans troppo lunghi, il caso che nelle sartorie di quartiere si vede più spesso; cambia le due scelte e il resto si aggiorna da solo.

Il capo
Il difetto
  • Di solito fattibile: lavoro da listino, il capo resta com’era.
  • Dipende: si fa, ma contano quanto c’è da togliere e com’è costruito il capo.
  • Di solito no: si tocca la struttura, il ritocco costa quasi come un capo nuovo.
fattibiledipendeno

Jeans · Troppo lungo

Di solito fattibile

Si accorcia dal fondo. Chi vuole tenere l’aspetto del fondo di fabbrica chiede l’orlo originale: il sarto taglia più in alto e riattacca la striscia finita del fondo.

Una foto può dare un indizio. Chiedi una misura sul capo con un metodo chiaro; la riparazione richiede la valutazione del sarto.

Apri la pagina di questa zona del capo

Come si usa il banco

Il banco lavora con due sole domande, perché sono le due cose che sai con certezza appena apri il pacco: che capo hai in mano e che cosa non va. Non ti chiede taglia, centimetri o prezzo, e non c’è niente da inviare: la risposta si calcola nella pagina stessa e sparisce quando la chiudi.

Il quadrante ha tre posizioni. Sotto compaiono tre frasi: la coppia che hai scelto, il lavoro che un sarto fa di solito in quel caso e una frase sulle foto del magazzino, cioè se quel difetto si poteva vedere prima della spedizione o se si scopre solo provando il capo. L’ultima frase porta alla pagina della zona: orli, maniche, vita, spalle, chiusure, maglieria o imbottiti.

  1. Scegli il capo fra gli otto proposti; se il tuo non c’è, prendi quello che gli somiglia di più per costruzione (un giubbotto foderato sta più vicino alla giacca che alla felpa).
  2. Scegli il difetto. Se ne hai due, guardali uno per volta: il verdetto peggiore è quello che conta.
  3. Leggi la frase sulle foto: ti dice se, la prossima volta, conviene chiedere una misura prima di far partire il pacco.

I tre esiti del quadrante

«Di solito fattibile» vuol dire che il lavoro è di routine in una sartoria di riparazioni: lo trovi nei listini, si fa in giornata o in pochi giorni e il capo esce come prima, solo più giusto. «Dipende» vuol dire che si può fare, ma il risultato dipende da quanto c’è da togliere, dal tessuto, dalla fodera o da dettagli come spacchi e stampe; qui conviene far vedere il capo prima di dare per scontato il ritocco. «Di solito no» vuol dire che il lavoro tocca la struttura del capo: costa quasi come un capo nuovo, oppure lascia segni che si notano.

Sui sessantaquattro incroci, 23 sono di solito fattibili, 18 dipendono, 9 di solito no e 14 non hanno senso (una camicia non ha la gamba, un paio di jeans non ha le maniche). I «no» si concentrano su tre cose: spalle, maglia tagliata, imbottiture a scomparti.

Tre quadranti affiancati con l’ago su fattibile, dipende e no, ciascuno con un esempio di capo
Un esempio per posizione dell’ago. Disegno di questa guida.

Tutti gli incroci in una tabella

La stessa informazione del quadrante, tutta insieme. Leggila capo per capo se stai per ordinare un certo tipo di capo e vuoi sapere quanti difetti avrebbero rimedio; leggila difetto per difetto se hai già un difetto in mente e vuoi sapere su quali capi pesa di più. Sotto le spalle, per esempio, non c’è un solo verde.

Griglia colorata otto per otto: capi a sinistra, difetti in alto, verde fattibile, ambra dipende, mattone no, grigio non pertinente
La matrice del banco come la leggerebbe un sarto. Colori: verde fattibile, ambra dipende, mattone no.
Esito abituale per ogni incrocio fra capo e difetto
CapoTroppo lungoVita troppo largaManiche troppo lungheSpalle troppo largheLampo rottaBottone persoCucitura apertaGamba troppo larga
Jeansfattibiledipende––fattibilefattibilefattibilefattibile
Pantalonifattibilefattibile––fattibilefattibilefattibilefattibile
Camiciafattibilefattibilefattibileno–fattibilefattibile–
Giacca o blazerdipendedipendedipendeno–fattibilefattibile–
Cappottodipendedipendedipendenodipendefattibilefattibile–
Felpadipendedipendedipendenodipende–fattibile–
Maglionenonodipendeno–fattibiledipende–
Piuminodipendenodipendenodipendefattibiledipende–

Le celle con il trattino sono combinazioni che non esistono. Il verdetto è sempre quello abituale: una sartoria attrezzata per la maglia, per esempio, può spostare un paio di «no» della riga del maglione verso il «dipende».

Che cosa il banco non ti dice

Il banco lascia fuori taglie, misure e prezzi: non fa equivalenze fra taglie e non stima costi. Le taglie cinesi e quelle europee non si traducono con una tabella unica, e una misura scritta male porta a un verdetto sbagliato con l’aria di essere preciso. Per i prezzi, le cifre che citiamo nelle pagine di zona vengono da due listini pubblici datati 2026 e restano lì, accanto alla loro fonte, non dentro lo strumento.

Non parla nemmeno di tessuti: elasticità, comportamento in lavatrice e composizione sono un altro discorso. E non sostituisce il sarto vero, che il capo lo tocca: se il quadrante dice «dipende», è proprio il momento di portarglielo prima di decidere se tenerlo.

  • Niente conversione di taglie e niente campi numerici.
  • Niente prezzi dentro lo strumento: solo nelle pagine, con la fonte accanto.
  • Niente consigli su un negozio in particolare: la sartoria la scegli tu, sotto casa.

Il quadrante è un riferimento generale: il sarto deve esaminare tessuto, margini e costruzione prima di confermare lavoro e risultato. Una foto può suggerire un problema ma non garantisce che sia visibile o riparabile. Chiarisci eventuali resi prima di modificare il capo.