Il catalogo CNFans Spreadsheet, reparto per reparto con il metro in mano
Sedici reparti, guardati con una domanda sola: se la taglia non è perfetta, chi ci mette una pezza? Per l’abbigliamento la risposta è spesso il sarto; per scarpe, borse e cinture il calzolaio; per il resto, nessuno.
Il catalogo, in 16 categorie
Le fotografie orientano la ricerca. Apri la scheda concreta per leggere variante e condizioni: nessuna immagine di categoria garantisce disponibilità, prezzo o idoneità alla spedizione.
Che cosa c’è in un riquadro del catalogo
Una scheda di catalogo può contenere una foto, un titolo, un prezzo indicativo e un collegamento. Apri la destinazione per verificare che cosa è disponibile davvero: misure, altre foto e varianti possono mancare. Non considerare la scheda una conferma del preventivo o della taglia.
Per chi pensa al sarto, le informazioni utili stanno in tre punti: la foto principale, che mostra il taglio (dritto, svasato, oversize), le foto di dettaglio, dove si vedono polsini, orli e chiusure, e la tabella delle misure. Il titolo tradotto conta meno: «slim» e «regular» non vogliono dire la stessa cosa da un venditore all’altro.
- La foto principale dice il taglio, cioè quanto margine avrai per ritoccare.
- Le foto di dettaglio mostrano se il fondo è a coste, con spacco o con stampa vicino al bordo.
- Le misure possono essere confrontate solo quando unità, punti e metodo sono compatibili: una tabella del corpo e una tabella del capo rispondono a domande diverse.
In sostanza: il riquadro serve a trovare, la pagina dell’articolo a decidere.

Abbigliamento: dal reparto che si ritocca a quello che si sceglie giusto
Nel banco del sarto ogni capo ha otto possibili difetti. Dando un punto a ogni rimedio di solito fattibile e mezzo punto a ogni «dipende», sui difetti che riguardano quel capo, l’ordine dei reparti viene da sé: jeans e pantaloni in testa, maglioni e piumini in fondo, quasi alla pari. Ecco i reparti, con il motivo della loro posizione.
- Jeans e pantaloni: l’orlo è il ritocco più comune che ci sia, e la vita dietro ha quasi sempre un po’ di margine.
- Pantaloncini: il fondo si accorcia; se ci sono spacchetti laterali o tasche basse, di poco.
- Giacche e giubbotti: maniche e fianchi spesso sì, spalle no.
- T-shirt: il fondo si rifà con una macchina per la maglia; non tutte le sartorie ce l’hanno.
- Felpe: polsini e fondo a coste si staccano e si riattaccano, e si vede.
- Maglioni: la maglia tagliata si disfa, servono rimagliatori.
- Piumini e cappotti: fra scomparti di piuma e fodere pesanti, la taglia va presa giusta.
Reparti dove il sarto non c’entra
Metà del catalogo non passa mai da una sartoria. Per scarpe, borse e cinture, nelle città italiane il riferimento è il calzolaio: risuola, cambia una fibbia, accorcia una cinghia, ma non allarga una scarpa di una taglia. Per orologi e gioielli si va dall’orologiaio o dal gioielliere, che accorcia un cinturino o una catenina e poco altro.
Per cappelli, occhiali, profumi ed elettronica non c’è nessuno da cui andare dopo: quello che arriva è quello che resta. Le maglie sportive sono un caso a parte: sono abbigliamento, ma il tessuto tecnico e le stampe sul fondo rendono raro un ritocco pulito. Qui la taglia si sceglie con più attenzione che altrove.
Vale anche al contrario: di solito un sarto non accetta scarpe e borse, e un calzolaio non fa orli. Sapere in anticipo a quale bottega toccherà un eventuale ritocco aiuta a decidere quanto margine di errore puoi permetterti su quella taglia.
Scegliere un capo che si potrà ritoccare
La regola più vecchia delle sartorie vale anche per gli acquisti dalla Cina: togliere si può, aggiungere quasi mai. Un pantalone lungo si accorcia, uno corto resta corto; una vita larga si stringe, una stretta si allarga solo se dentro c’è stoffa di riserva. Quando sei fra due taglie, per i capi della metà sinistra del catalogo prendi quella più abbondante.
Poi guarda la costruzione nelle foto di dettaglio. Un orlo semplice si rifà; un fondo con stampa, ricamo o zip laterale no. Un polsino di camicia si stacca; una manica di giacca con quattro asole aperte richiede molto più lavoro. Un capo foderato costa di più da ritoccare, uno a scomparti imbottiti quasi non si tocca.
- Prendi la taglia giusta di spalle: è l’unica misura che il sarto non corregge.
- Per lunghezze e larghezze, meglio un po’ di più che un po’ di meno.
- Diffida dei dettagli vicino ai bordi: stampe, ricami, zip e coste rendono il ritocco visibile o impossibile.

Le misure del venditore, confrontate con un capo tuo
Cerca le misure della variante scelta, senza dare per scontato che ogni annuncio le riporti. Chiarisci se descrivono il corpo, una circonferenza o il capo steso. Per un confronto con un tuo indumento usa lo stesso metodo; se manca una misura importante, chiedila prima di decidere.
Se la differenza cade su lunghezza o vita, il sarto ha margine; se cade sulle spalle, cambia taglia. Un venditore che non pubblica le spalle per una giacca, o l’interno gamba per un jeans, ti lascia senza il dato più importante: in quel caso conviene chiedere una misura all’agente quando il capo arriva in magazzino, prima di farlo partire.
- Lunghezza
- Si corregge in meno, quasi mai in più.
- Spalle
- Va presa giusta: è l’ossatura del capo.
- Vita e fianchi
- Si stringono; si allargano solo con stoffa di riserva.
- Manica
- Si accorcia; con spacchi e asole vere il lavoro cresce.
- Interno gamba
- Il dato per l’orlo: confrontalo con un tuo pantalone.

Donna, gonne e vestiti: le ricerche al posto dei reparti
Il catalogo non ha un reparto donna: la voce «donna» è una ricerca per parola, che mescola capi di ogni tipo. Per gonne e vestiti valgono due ricerche dirette, gonne e vestiti; per le camicie con bottoni, questa ricerca; per i cardigan, quest’altra. Sono risultati di ricerca, non reparti curati, quindi conviene scorrere più pagine.
Dal punto di vista del sarto, una gonna dritta si accorcia facilmente; una a ruota o plissettata molto meno, perché l’orlo segue la curva o le pieghe. Un vestito si accorcia dal fondo se non ha volant o balze; stringerlo in vita è possibile quando c’è una cucitura in vita, più difficile se il taglio è intero.
Per i vestiti lunghi e le gonne foderate l’orlo si fa due volte, sul tessuto e sulla fodera: il listino italiano del 2026 lo conta a parte, «Orlo gonna con fodera» a 25 euro.

Che cosa aggiunge questa lettura del catalogo
Il catalogo è lo stesso che trovi altrove; cambia l’ordine delle domande. Invece di partire dal prezzo o dalla popolarità, qui ogni reparto ha accanto il parere del sarto: quanto margine lascia, quali ritocchi sono abituali, dove conviene non sbagliare la taglia. È un modo di scegliere che si ripaga dopo l’arrivo, quando il capo è in mano tua.
In più ci sono tre cose che un elenco di riquadri da solo non dà: il banco del sarto per controllare un difetto prima di ordinare, i termini di sartoria verificati sui vocabolari e le cifre di due listini datati, per sapere quanto può costare il ritocco che stai mettendo in conto.
Il risultato non è un catalogo diverso, ma un modo diverso di usarlo: prima la domanda sul ritocco, poi il prezzo.















